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martedì 5 giugno 2012

CHAOS PLAGUE - "S/T" (Aristocrazia Review)


CHAOS PLAGUE - Chaos Plague


Informazioni
Gruppo: Chaos Plague
Titolo: Chaos Plague
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: myspace.com/chaosplague
Autore: Mourning

Tracklist
1. In Death I Trust
2. Chirality
3. Sinner's Regret

DURATA: 17:00

Chi segue il nostro blog da un po' è a conoscenza del fatto che il sottoscritto non ami particolarmente le "pipparolate" nel death, intendo quel modo di suonare che tende in maniera narcisistico-ossessiva pari a un vero proprio disturbo mentale a inserire una nota in più e a complicarsi la vita con la risultante di partorire lezioni di musica ottime da reperire in edicola magari con le famose collezioni "De Agostini" (esistono ancora giusto?).
Il death tecnico ha una sua identità che pone lo strumento e la forma compositiva elaborata in una maniera più complessa a favore del brano e dell'ascoltatore, non è un caso che gente come Death, Atheist, Pestilence, Sadus riuscissero a fare breccia nel cuore di tantissimi appassionati legati a doppio filo a una visione più oltranzista e volutamente rozza, primordiale di ciò che era il death metal.
I comaschi Chaos Plague danno seguito al demo "Virus" del 2010 con l'uscita dell'omonimo ep contenente tre pezzi, la scia sonora è quella segnata, percorsa e delineata dagli act citati in precedenza, è quindi una prestazione che mette in evidenza una ricerca tecnica importante ma non fine a se stessa quella racchiusa in questi diciassette minuti di musica nei quali una visione affine al progressivo e la coscienza d'essere una band death metal non entrano in contrasto bensì convivono alimentandosi a vicenda.

Il sound del quintetto è fatto di chitarre che si aggrovigliano, riffing monolitici, aggressività e colpi di fioretto improvvisi.
L'opener "In Death I Trust" esalta le qualità dirompenti ed energiche del songwriting evidenziando come al basso di Matteo Salvestrini venga affidato un ruolo di rilievo, messo lì in bell'esposizione nelle fasi d'accompagnamento, ancor più nell'attimo in cui si avventura in apparizioni da solista, situazione che avviene spontanea nella successiva "Chirality" e nel morire della conclusiva "Sinner's Regret".
Musicalmente i Chaos Plague sembra abbiano tutti i tasselli allineati nella maniera corretta, le melodie, l'approccio stilistico, il modo con il quale alternano fasi d'impatto ad aree diluite ed eteree, la prestazione corposa del growler Francesco Pateo come l'uso centellinato delle clean vocals a cura dello stesso, ben inserite e mai stucchevoli, si rivelano segnali a favore di una band che ha già trovato la dimensione nella quale desidera far crescere e maturare la propria identità.
Non è altrettanto positivo il discorso che abbraccia l'operato dietro al mixer, qualche pecca di troppo frena la piacevole e intrigante raffigurazione death del combo, ne esce penalizzato soprattutto il batterista Stefano Tarsitano, la sua prova è discreta, la resa dello strumento soffocata in più di una circostanza, peccato.
Con "Chaos Plague" la gettata di cemento è stata eseguita, le basi si son solidificate e non resta che attendere l'uscita di un full-lenght che confermi le doti della formazione messa alla prova da una sfida più corposa nella sostanza e nella durata.
Un ultimo plauso va alla cover del mini, è interessante la scelta di sfuggire ai cliché del genere affidandosi a una visione seventies o se preferite progressive retrò fornita da un artwork particolare, spiazzante direi data la proposta insita nelle tracce. Monicker da segnare e seguire con attenzione.

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