Arriva alla seconda edizione il Mozzate Metal Drone, festival open air organizzato dai prog deathsters Chaos Plague e dall'Associazione per il Corpo Musicale di Mozzate.
L'evento si terrà sabato 26 maggio presso l'area concerti del Parco Guffanti di Mozzate (Como) e si succederanno sul palco 6 bands underground di varia provenienza per uno show che si preannuncia esplosivo. L'apertura dei cancelli è prevista per le ore 15:00 e si continuerà "non stop" fino alle ore 00:00 con il metal di Exterminate, Inner Hate, A5st3n1a, Baldrian, Dark Season e gli headliner Nameless Curse.
Oltre all'area adibita a bar dove sarà possibile acquistare cibarie e bevande, è stata riservata un'area dedicata all'esposizione dei lavori di aziende che operano nel campo della musica, dagli strumenti musicali agli amplificatori e molto altro ancora!
Il festival sarà rigorosamente ad ingresso gratuito, per chi vive e supporta l'underground con inesauribile passione.
La musica è l'arte suprema... intervenite numerosissimi e supportate la scena metal di casa nostra!
Per Info:
www.facebook.com/MozzateMetalDrone
www.mozzatecorpomusicale.it/MMD
segreteria@mozzatecorpomusicale.it
Arrivano da Milano e fanno Death Metal, loro sono i Faust, project attivo dal lontano 1992 e che dopo parentesi di silenzio piuttosto lunghe, nel 2009 pubblicano questo full-lenght. All’appello come protagonista in “From Glory To Infinity” troviamo anche Steve Di Giorgio, il cui tocco non passa inosservato. Il sound proposto è una commistione tra bestialità made in USA e melodie tipicamente Svedesi, il tutto ben confezionatoe rilasciato senza alcun cedimento formale. Agli strumenti infatti non ci sono artisti di primo pelo, e la presenza del mago dei toni bassi Steve, non può che essere garanzia in tal direzione. L’unica pecca di questa uscita è la mancanza di qualcosa di effettivamente riconducibile alla personalità dei ragazzi, visto che tutto persegue gli obbiettivi sonori del filone di appartenenza. Troviamo così cambi di tempo repentini, gusto raffinato per le melodie, ed accelerazioni travolgenti a frotte. I pezzi scorrono via con un sentore di Old School, ed una sensazione di leggero freddo al tatto. In effetti, quel che non ci convince a pieno, è un’emotività dei brani che ci suona un po’ stentata ed eccessivamente legata al tecnicismo ed al cliché. Le potenzialità sono enormi, vedremo come e se evolverà il sound dei Faust.
